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Kayak: sport
     
 
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Il kayak è una imbarcazione a sponde basse veloce e versatile molto adatta alla discesa di fiumi e torrenti con acque mosse. Sua caratteristica principale, che lo differenzia da ogni altro natante, è la copertura della parte superiore dove è presente un foro centrale abbastanza grande da permettere l’ingresso e la fuoriuscita del navigatore: canoista. La posizione del canoista è seduta e conduce il Kayak con una “pagaia” in maniera frontale alla direzione di avanzamento. La pagaia è formata da un asta chiamata “tubo o manico” con alle estremità due pale che hanno la concavità ruotata dai 30° ai 90° l’una rispetto all’altra. La scelta di queste angolazioni è molto soggettiva e varia da atleta ad atleta, e da specialità a specialità. La lunghezza della pagaia varia in funzione delle grandezze antropometriche dell’individuo, mentre le dimensioni della pala restano invariate. Possono essere in fibra (pale in nylon, kevlar/carbonio e tubo in grafite), completamente in carbonio oppure in legno.
Per quanto riguarda l’agonismo invece, essendo le gare a tempo si privilegia il fattore leggerezza anziché quello della robustezza: I materiali utilizzati sono, vetroresina, kevlar e carbonio. Anche per le pagaie vale il solito discorso e generalmente sono in carbonio.
Esistono due forme per praticare questo sport: agonismo e turismo.
Con la prima si intende tutto ciò che è competizione, gara sia a livello nazionale che internazionale organizzate e/o riconosciute dagli organi ufficiali quali le Federazioni nazionali, il Comitato Olimpico, ecc.. Le specialità attualmente riconosciute sono: Slalom, Maratona, Discesa, Canoa polo, Velocità. In Italia abbiamo due Federazioni: La FICK (Federazione Italiana Canoa Kayak) per l’agonismo e la FICT (Federazione Italiana Canoa Turistica) per il turismo di fiume, lago e mare. Entrambe hanno la formazione e gestione dei Tecnici Federali: Istruttori e Allenatori nella FICK, Guide Fluviali, Guide Marine e istruttori nella FICT.
Turismo è tutto ciò che non è gara, e cioè la parte puramente ludica di questo sport: scendere fiumi, attraversare laghi, navigare in mare. E’ il naturale proseguimento dello spirito con cui nacque la pratica del kayak in Inghilterra prima e sul continente Europeo successivamente. Il kayak ci permette di andare a contatto con paesaggi fluviali, marini e lacustri inimmaginabili, ci permette di vivere dentro la natura.
Il kayak, grazie alla sua grande versatilità, na volta apprese le nozioni tecniche necessarie alla sua conduzione lo possiamo praticare in qualsiasi luogo ricoperto di acqua, che sia quella tranquilla di un lago o di un mare, o mossa e agitata di un fiume o un mare in burrasca.
Generalmente i kayak utilizzati per scopi turistici sono in polietilene o materiali similari, siano essi da fiume, mare o lago.
Per quanto riguarda l’agonismo invece, essendo le gare a tempo si privilegia il fattore leggerezza anziché quello della robustezza: i materiali utilizzati sono, vetroresina, kevlar e carbonio. Anche per le pagaie vale il solito discorso e generalmente sono in carbonio.
I Kayak si differenziano tra di loro nelle forme: i kayak da fiume, idrodinamicamente studiati per ottenere la loro applicazione ottimale nelle acque mosse dei fiumi, privilegiano la stabilità e facilità di manovra. Li possiamo suddividere in tre settori di utilizzo che si differenziano fra di loro per forme e dimensioni: da torrente le cui misure vanno da cm 230 a cm 260, da free style che vanno da cm 180 a cm 215 circa, e “allround” che sono una via di mezzo tra i due precedenti e vanno da cm 215 a cm 240. Per ogni modello le case propongono almeno tre misure che variano in funzione del peso e della statura del kayakista.
Esiste un modello di kayak fluviale per due persone.
I kayak da mare e lago invece, idrodinamicamente sono stati studiati per garantire buona velocità e direzionalità (alcuni modelli sono dotati di timone), strutturalmente sono dotati di gavoni stagni per riporre materiale e cibo in caso di escursioni di più giorni.
Ne esistono modelli per due persone.
I Kayak da fiume possono essere utilizzati anche in lago e mare, mentre non può essere fatto il contrario. In particolare modo sono ottimi per l’utilizzo in mare mosso i kayak da free style con i quali nelle onde si possono attuare molte figure acrobatiche, alcune delle quali tipiche del surf da onda.
Da un punto di vista tecnico occorre precisare che l’applicazione delle tecniche di conduzione del Kayak è diversa tra fiume, lago e mare.
In senso lato si può tranquillamente affermare che un canoista fluviale può fare escursioni in lago e mare, mentre un canoista marino e lacustre difficilmente potrà adattarsi alle acque di un fiume, se non dopo averne appreso le tecniche di conduzione. Un tratto di fiume ci pone in situazioni di continuo mutamento in cui le nostre capacità di adattamento alle situazioni svolgono un grande lavoro. Una volta in possesso di buone cognizioni tecniche e allenamento, si acquisiscono margini di controllo del proprio comportamento in ambiente liquido sorprendente ampi, grazie a queste proprietà di controllo ci troveremo a gestire situazioni che prima pensavamo irrealizzabili.
Il kayak fluviale, sia nella sua pratica turistica che agonistica, non è di per sé né estremo né pericoloso. Quel che è pericoloso, e difficilmente perdona, è l’incoscienza. Andare oltre, come livello di difficoltà, precisione di controllo in situazioni limite, resistenza, ecc., non a tutti è possibile, e non è nemmeno necessario per godersi il bello del pagaiare. Praticato con criterio e in modo intelligente ci farà conoscere luoghi e ci darà soddisfazioni incredibili.
Da un punto di vista prettamente muscolare, la pratica del kayak sviluppa la muscolatura degli arti superiori (braccio, avambraccio, mano) e tronco (addominali, pettorali, spalle) e questo è molto salutare per i dolori di schiena. Contrariamente a quanto si possa pensare, nella conduzione del kayak, anche bacino e arti inferiori sono molto impegnati, questi ultimi prevalentemente in modo isometrico. Lo sport del kayak, sia da un punto di vista agonistico che turistico, stimola l’apparato cardiovascolare, la coordinazione dei movimenti, impegna gran parte dei gruppi muscolari dell’atleta ed è particolarmente formativo poiché per raggiungere dei significativi risultati sportivi devono essere sviluppate particolari doti caratteriali quali: impegno, sacrificio e costanza negli allenamenti. E’ un’ottima attività turistico-ricreativa che porta il praticante a tu per tu con la bellezza della natura e a sfidarne la forza. Negli adulti, se le condizioni fisiche lo consentono la pratica di questo sport non ha particolari età limite di inizio o termine (eccezione fatta per il settore agonistico). I bambini invece, possono iniziare come gioco dai 7/8 anni, privilegiando la componente ludica e senza forzatura di insegnamenti tecnici, mentre dai 12/13 anni in maniera più seria.

La pratica di questa attività presuppone la conoscenza di regole bio-meccaniche alle quali il praticante deve assoggettarsi, affinché la sua tecnica di pagaiata si adatti alle leggi fisiche che regolano l’avanzamento di un’imbarcazione nell’acqua calma e mossa.

     
 
 


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