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Kayak: storia
     
 
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Il kayak e la canoa nascono dall’esigenza dell’essere umano di soddisfare le proprie necessità quali il cibo, il commercio, la comunicazione attraverso la caccia, il trasporto e la pesca. Da qui un mezzo che gli permettesse di realizzare ciò: il kayak, molto versatile e veloce adattissimo a cacciare tra i ghiacci, e la canoa meno veloce e versatile del kayak, ma sicuramente più adatta al trasporto e alla pesca nei laghi del Nord America.

In Europa si viene a conoscenza di questo particolare tipo di imbarcazione, chiamato Kayak, solamente nel 1745 per opera di alcuni cacciatori russi di ritorno dalla Groenlandia.
La notizia non riscuote molto successo, infatti occorre aspettare circa cento anni, prima di poter vedere nascere il primo kayak. Siamo in Gran Bretagna dove lo scozzese Jhon Mc Gregor il 9 luglio 1865 progetta e costruisce una canoa su modello del kayak eschimese e la battezza con il nome di Rob Roy. Attualmente questo kayak è custodito in un museo londinese. Inizialmente vengono messi in forte risalto gli scopi turistici di questa imbarcazione e nel 1866 lo stesso Mc Gregor fonda il primo canoa club della storia a Londra. Canoa club che diventa 7 anni più tardi, con decreto della regina di Inghilterra il “Royal Canoe Club”.
Da un punto di visto sportivo, però sempre in ambito turistico, si ha notizia della prima regata in data 27 aprile 1867, sul Tamigi sulla distanza di un miglio.
L’evento che porterà il kayak a conoscenza del mondo intero sarà poi in occasione Dell’Esposizione Universale di Parigi, dove Napoleone III incarica Mc Gregor di organizzare una regata sulla Senna  Lo stesso Mc Gregor partecipò alla competizione con alcuni compagni inglesi arrivando direttamente dall’Inghilterra attraversando la Manica e risalendo il fiume sui loro kayak.
Nel 1885 a Bonn viene fondato il primo canoa club del continente e nel 1871 sempre un inglese fonda a New York il primo canoa club americano.
Nel 1900 ormai il kayak è conosciuto e praticato in molti paesi Europei ed è proprio di questi anni il primo trattato sulla tecnica di voga ad opera del norvegese Nansen, premio nobel per la scienza.
A questo punto i praticanti cominciano a dividersi tra coloro che preferiscono il lato turistico di scendere fiumi o attraversare laghi e mari e coloro che invece privilegiano il lato agonistico: quelle gare che al tempo erano chiamate regate. E’ nel 1936 che la canoa fa ufficialmente il suo vero debutto agonistico diventando specialità olimpica, nei giochi Olimpici di Berlino del 1936.
A livello Italiano invece, non si hanno notizie ben precise e chiare. Pare che il primo campionato italiano di kayak si sia tenuto nel 1889 proseguendo fino al 1907. Da qui al 1935 non si hanno più notizie di gare o manifestazioni. E’ in questa data che Ferruccio Casorati fonda a Milano il primo Gruppo Milanese della canoa, del quale fa parte anche Amedeo di Savoia duca di Aosta.
La prima federazione di canoa in Italia nasce nel 1936 con il nome di Reale Federazione Italiana di Canottaggio che univa la sezione turismo e la sezione agonismo. Oggi, invece, abbiamo due Federazioni: una che segue la parte turistica di fiume, lago e mare che si chiama Federazione Italiana Canoa Turistica (FICT), e una che segue la parte agonistica e si chiama Federazione Italiana Canoa Kayak (FICK).
Ad un’evoluzione organizzativa ha viaggiato al fianco anche un’evoluzione tecnica del Kayak. Questo particolare natante infatti ha subito nel tempo varie modifiche da parte dell'uomo. Modifiche dovute al fatto che, con il tempo e il progresso, è andato sempre più perdendo le sue caratteristiche di barca da caccia e pesca, per arrivare ad essere una barca da turismo o competizione. Nel primo caso si è cercato di renderla una barca stabile e comoda, di conseguenza più facile da condurre; nel secondo caso, invece, una barca più veloce arrivando a creare, nei kayak da discesa, delle linee molto particolari che premiano la velocità, ma ne penalizzano la stabilità, quindi kayak più difficili da condurre.
 Tutte queste modifiche non hanno variato la struttura tipica del kayak, ma hanno agito sulle dimensioni (lunghezza, larghezza e altezza) e sulle linee degli scafi.
Anche i materiali sono stati modificati: si è passati dalle pelli, alla tela, alla vetroresina e poi alla plastica.
Oggi tutti i kayak, ad eccezione di quelli agonistici da slalom e discesa, sono in polietilene o similari. Negli ultimi anni si è avuto un cambiamento radicale negli scafi per quanto riguarda la lunghezza e il fondo (parte inferiore del Kayak), un’evoluzione che ha completamento modificato il modo di andare in canoa creando una generazione di canoisti di elevato livello tecnico. Si è passati da barche lunghe 360cm, alle attuali barche che variano dai 185cm ai 260cm., e dal fondo tondo a quello piatto molto simile ad un surf da onda..

Le barche "corte" di adesso danno vantaggi e svantaggi, ma nel complesso i primi dominano sicuramente i secondi.Le barche corte sono meno veloci, ma al contempo più maneggevoli anche in spazi molto ristretti tipici dei nostri torrenti alpini, e il fondo piatto dona una grande stabilità, che nel vecchio fondo concavo non esisteva.Anche il suo mezzo propulsore, la pagaia ha subito un'evoluzione sia nei materiali, che nelle forme. Si è passati dal legno a materiali tecnici, come il carbonio, la fibra ed il nylon. Si è modificata anche la lunghezza, passando da pagaie di 215cm, a pagaie che vanno da 180cm a 200cm. Per quanto riguarda le pale si è passati da angoli fissi di 90 gradi, ad un range di 30/90 gradi, e in alcuni casi anche inferiore.

     
 
 


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