la base in Val di Vara a Brugnato
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       LA BASE DI BRUGNATO
La base autunnale e primaverile di Eddyline è situata nel comprensorio dell'antico paese di Brugnato.
Grazie a questa base da considerarsi come il naturale prolungamento e/o anticipo di quella estiva in Valsesia, la pratica delle attività fluviali può continuare tutto l'anno.
Brugnato e il fiume Vara essendo situati nell'entroterra ligure a ridosso delle famose Cinque Terre, godono di un clima mite influenzato dalla vicinanza del mare per gran parte dell'anno. Da qui in circa 30 minuti si può raggiungere Levanto, in circa 40 minuti Lerici e Tellaro, in un'ora e mezza Portovenere e così via per tutte le Cinque Terre, abbinando così la pratica di un'attività fluviale a una bella giornata di mare nella splendida costa ligure. Se poi saremo fortunati nei mesi di ottobre, e da marzo in avanti possiamo anche iniziare la "tintarella".
Oltre alle attività fluviali è possibile praticare il trekking a piedi e a cavallo, fare delle semplici ma rilassanti passeggiate, visitare il centro storico e i monumenti di Bugnato, tra cui troviamo teste apotropaiche", la cui origine è stata rintracciata da alcuni studiosi nell'arte celtica primitiva, ma non mancano esempi analoghi anche nel mondo estrusco e in quello romano. Queste teste umane, scolpite nella pietra, sono solitamente murate nelle pareti esterne delle vecchie case, sugli stipiti delle porte, all'interno delle chiese e venivano poste in antichità a guardia delle case e dei poderi, come difesa contro gli spiriti maligni.
Questa struttura ti permetterà ti passare delle giornate, week-end o settimane lontano dalle frenesie cittadine, in un ambiente naturale e incontaminato in periodi dell'anno dove da altre parti questo non è già più possibile per ovvi motivi climatici.
La Val di Vara è ricca di storia millenaria. In particolare, Brugnato è uno dei centri più importanti della valle sia per tradizione storica che per gli edifici monumentali ancora esistenti. Qui possiamo trovare le "teste apotropaiche", la cui origine è stata rintracciata da alcuni studiosi nell'arte celtica primitiva, ma non mancano esempi analoghi anche nel mondo estrusco e in quello romano. Queste teste umane, scolpite nella pietra, sono solitamente murate nelle pareti esterne delle vecchie case, sugli stipiti delle porte, all'interno delle chiese e venivano poste in antichità a guardia delle case e dei poderi, come difesa contro gli spiriti maligni.
Posto alle falde dell'Appennino, alla confluenza dei torrenti Gravegnola e Chiocciola col fiume Vara, in una piana circondata ad anfiteatro da colline non molto alte e ricoperte di pini, acacie e castagni, vanta secoli di storia. Cuore del paese è l'antico borgo dalla curiosa forma "a tenaglia", il cui fulcro è il complesso episcopale. Percorrendolo si incontrano interessanti testimonianze del passato del paese, la cui edificazione compatta e serrata risponde ad un'esigenza difensiva.
Le uniche aperture del borgo erano le due antiche porte, ancora esistenti: "Porta Soprana", chiamata anche Maestra, ad occidente della città e "Porta Sottana", posta ad oriente della città, in prossimità della quale è ancora visibile l'antico portale in arenaria della Cappella dei Santi Rocco e Caterina. L'antico centro della vita cittadina era la Piazza Maggiore, oggi Piazza Brosini, nelle cui immediate adiacenze si trovano varie tipologie di casa con altana e di portali in pietra arenaria.
La piccola città sorge intorno al nucleo dell'antica abbazia benedettina fondata presumibilmente alla fine del VII secolo, in seguito all'arrivo nel territorio di Brugnato dei monaci di San Colombano, subito dopo la conquista della Liguria da parte di Rotari, re dei Longobardi, nel 644.
I re Longobardi Liutprando, Rachis, Astolfo e Desiderio aiutarono i monaci brugnatesi con ripetute donazioni, accogliendo il nuovo monastero sotto la propria protezione. Vari diplomi imperiali concessi agli abati di Brugnato testimoniano l'importanza del monastero che i Longobardi vollero contrapporre al forte dominio del vescovo di Luni. Gli abati di Brugnato, durante la guerra che vide opposti Franchi e Longobardi, colsero il momento opportuno per abbandonare Desiderio e schierarsi dalla parte di Carlo Magno, che, riconoscente, concesse loro altri favori e altre terre.
Il monastero divenne tanto ricco e potente da preoccupare il vescovo di Luni, che tentò più volte di impadronirsene, infatti, l'abbazia di Brugnato, sorta nel territorio della diocesi lunense, proprio per l'importanza politica che i Longobardi gli attribuivano, era stata sottratta fin dal suo nascere alla giurisdizione del vescovo di Luni e dichiarata direttamente soggetta alla Santa Sede.
Nel 1133 il pontefice Innocenzo II, elevò Brugnato a dignità di diocesi, suffraganea di Genova. La piccola città da sempre protetta dalla Repubblica di Genova, fu oggetto di contesa tra le nobili famiglie dei Malaspina e dei Fieschi che volevano insediarsi nel territorio. Nel 1215, quando Corrado Malaspina occupò alcuni forti brugnatesi, fu proprio Genova a respingerlo e a lasciare poi i Fieschi in città come vice-domini.
All'inizio del '300 le lotte tra Guelfi e Ghibellini, costrinsero l'allora vescovo di Brugnato a ritirarsi a Pontremoli, e a Brugnato la dominazione dei Malaspina si alternò con quella dei Fregoso fino alla metà del secolo XVI quando, con un moto insurrezionale, la città passò sotto il governo della Repubblica di Genova.
Nel 1820 per decreto pontificio la diocesi di Brugnato venne unita a quella di Luni - Sarzana fino al 1929 quando la sede vescovile passò a La Spezia.
     
 
 


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