la base in Val di Vara a Brugnato
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LO SCENARIO DELLA VALLE
La Val di Vara inserita nel contesto del Parco naturale di Monte Marcello Magra, oltre che "la Valle del biologico", è nota anche come "la Valle dei Borghi Rotondi". Paesi dove le vie, le piazze e le case si snodano intorno alla chiesa o al castello, secondo l'originale schema avvolgente tipico dell'età medievale.
Un mosaico di paesini arroccati su cucuzzoli si riflette nelle limpide acque del fiume Vara e dei torrenti che attraversano la rigogliosa vallata, un'oasi verde ricca di testimonianze storiche ed artistiche, come pievi, chiese e castelli.
È una valle ariosa e vasta (la più grande della Liguria), situata nell'entroterra ligure a pochi chilometri da Levanto, tra la costa delle Cinque Terre e la storica Lunigiana. Una delle sue caratteristiche è la multiformità del paesaggio e del manto boscoso; disseminata di centri storici e protetta alle spalle da montagne dai larghi orizzonti.
È attraversata dal fiume Vara che nasce dal monte Zatta e la percorre per 58 km fino alla confluenza con il fiume Magra, di cui è il maggiore affluente, e da vari torrenti che creano valli laterali di rara bellezza.
Nella sua totalità, dalle sorgenti fino alla confluenza con il fiume Magra, il Vara presenta un percorso molto vario, passando dalle acque spumeggianti della parte iniziale alle ampie anse di acqua tranquilla della bassa valle.
Accantonate queste differenze morfologiche, due sono le cose che accomunano i vari tratti: la bellezza incontaminata della natura che lo circonda e la limpidezza delle sue acque che ci faranno sicuramente dimenticare l'inquinamento e la vita frenetica delle città.
Proprio per queste sue naturali caratteristiche abbinate a un clima mite anche nel periodo invernale il fiume Vara attira praticanti delle varie attività fluviali da tutta Italia.
Qui, infatti, è possibile praticare il kayak, il rafting, l’hydrospeed, la canoa gonfiabile anche in quei mesi in cui in altre parti d'Italia non è più possibile farlo. Oltre al Vara la zona offre la possibilità di discese guidate in kayak nei suoi affluenti: Gottero e Mangia e nei torrenti della vicina lunigiana quali Taverone e Bagnone.
Più valli in una, bellissime per l'estensione dei boschi e le varietà delle piante, in talune zone verdi anche d'inverno, per la prevalenza dei pini e delle macchie mediterranee. A differenza di altre vallate della Liguria, dove il degrado ambientale è marcato, la valle del Vara, non industrializzata nel medio e nell'alto corso del fiume omonimo, conserva pressochè intatti molti centri storici e non ha ancora conosciuto, l'aggressione di moduli architettonici estranei alla cultura locale, come è accaduto altrove in Liguria. È ancora, dal punto di vista naturalistico, una valle incontaminata dove peraltro hanno preso campo attività economiche cosiddette sostenibili come: allevamento del bestiame, agricoltura biologica e turismo rurale.
È dotata, insieme al fiume che la attraversa, di insospettabili risorse naturalistiche: gli aironi, le gazzette, ma anche rapaci come la poiana o il biancone, sono avvistabili e, se saremo fortunati, in alcuni tratti del fiume si potranno incontrare crostacei quali gamberi e granchi di fiume.
È una valle ricca di storia millenaria, con il paese di Brugnato che si riconosce come tale fin dal '900 d.c.
Fu un importante crocevia di comunicazione fin dai tempi antichi, infatti per chi da Roma voleva raggiungere la Spagna o la Francia, giunto via terra alla foce del fiume Magra, o si imbarcava o percorreva una strada di crinale lungo la linea di costa della Liguria.
La Val di Vara, in questo contesto, è sempre stata una terra di passaggio. Le vie sono cresciute con l'uso del territorio da parte dell'uomo. Strade medievali sono sorte sulle antiche vie di transumanza usate per portare a svernare le greggi, altre sono nate per raggiungere i campi coltivati, altre ancora per andare a caccia, altre per commerciare con i paesi vicini.
Prima dell'ottocento erano quanto di meglio potesse offrire il territorio per il trasporto delle merci dagli approdi di Levanto e Sestri Levante per arrivare ai mercati di Parma e Piacenza. Sulle strade principali, nel medioevo, sorgono le pievi, con le cappelle collegate e gli "hospitalia", luoghi di sosta per i pellegrini di passaggio, generalmente legati ai Santuari.
Lungo la direttrice che transitava per il Passo di San Nicolao, oggi Passo del Bracco, si dirigevano i "viatores" diretti a Santiago de Compostela per venerare le reliquie dell'apostolo San Giacomo.
Splendide testimonianze di una religiosità antica della valle, non in contrasto con la fede cristiana, sono le "teste apotropaiche", la cui origine è stata rintracciata da alcuni studiosi nell'arte celtica primitiva, ma non mancano esempi analoghi anche nel mondo estrusco e in quello romano. Sparse un po' in tutta la valle, le più significative si trovano a Brugnato, Carro, Caranza, Sesta Godano, Beverino e Corvara. Queste teste umane, scolpite nella pietra, venivano poste in antichità a guardia delle case e dei poderi, come difesa contro gli spiriti maligni.

     
 
 


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