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LO SCENARIO DELLA VALLE
La valle più verde d'Italia, e per rendersi conto che questo non è solo uno slogan pubblicitario, basta percorrerla almeno una volta.
La Valsesia offre un mondo tutto da scoprire, al quale molti di noi non sono più abituati, un mondo che ha conservato i suoi tratti più autentici dove la Natura recita un ruolo primario e irresistibile.
La Valsesia che dopo Varallo prende il nome di Val Grande, si estende fino al massiccio del Monte Rosa, la seconda montagna europea che vanta la presenza del rifugio più alto d’Europa: Capanna Regina Margherita mt 4.554 s.l.m..
Confina con la valle di Lys, la valle Anzasca e la Confederazione Elvetica. Non è solcata, come altre valli italiane forse ben più famose, da alcuna grande strada di scorrimento che la congiunga con altre valli o nazioni, e proprio per questa sua caratteristica di "valle chiusa" con conseguente isolamento delle popolazioni locali nei secoli passati, che questa valle si è potuta mantenere "intatta" nel tempo.
Dai ghiacciai del massiccio del Monte Rosa nasce il fiume Sesia, considerato uno dei fiumi più belli d'Europa, caratterizzato dalle sue acque cristalline e pure che scorrono libere senza l'ostruzione di opere artificiali.
Insieme ai suoi affluenti il fiume Sesia è conosciuto in tutto il mondo dagli appassionati degli sport fluviali, ed è ormai da alcuni anni teatro delle più importanti manifestazioni sportive nazionali e internazionali.
Il comprensorio della Valsesia ha varie valli laterali intatte da un punto di vista naturalistico, che contribuiscono con le acque dei loro torrenti ad alimentare il Sesia, creando oltre un centinaio di chilometri d'acqua che si possono utilizzare per gli sport d’acqua bianca.
Grazie proprio a questa conformazione la Valsesia è un Paradiso per chi voglia praticare un sano turismo sportivo all’aria aperta, per chi ama la Natura e per chi desidera vivere una vacanza all'insegna dello sport e del relax. Un paradiso d'acqua bianca che richiama canoisti e appassionati di sport fluviali da tutto il mondo.
Durante il periodo estivo e primaverile sono praticabili tutti gli sport all’aria aperta: Kayak, Rafting, Hydrospeed, Canyoning, Canoa gonfiabile, Mountain Bike, Trial, Equitazione, Arrampicata sportiva, Parapendio e Trekking sulle splendide montagne Valsesiane e il massiccio del Monte Rosa fino ad arrivare al Rifugio Osservatorio Capanna Regina Margherita a 4.554 mt s.l.m..
Gli amanti della Pesca sportiva conosceranno nella Valsesia e le sue valli laterali sezioni riservate alla pesca con la mosca, e altre per esche vive e/o artificiali ricche di specie autoctone, alcune delle quali reintrodotte a scopo di ripopolamento.
L'inverno è invece dedicato agli sport della neve per i quali il Monte Rosa è famoso in tutta Europa e oltre, per i suoi meravigliosi fuoripista.
La valsesia inoltre non è solo Sport e Natura, ma anche Storia.
Alagna, ultimo paese della valle proprio ai piedi del Monte Rosa, visse a lungo isolata e sconosciuta, fino a quando il parroco Gnifetti, intraprendendo le sue ascese alle vette del Monte Rosa e divulgando con le sue imprese la descrizione di questi splendidi luoghi, cominciò a far conoscere questo caratteristico paese nella valle e oltre.
La presenza umana nel territorio è antichissima, si sono infatti trovati resti di insediamenti umani risalenti al Paleolitico medio nelle grotte carsiche del monte Fenera, un'importante area archeologica poco distante da Borgosesia. Tra i primi abitanti della valle troviamo i Celti, popolo fiero e guerriero, a cui seguì la dominazione Romana che portò strutture e istituzioni.
Nel periodo del Medioevo troviamo invece Longobardi, Franchi, conti e signori vari che instaurarono un pesante giogo feudale con periodi di guerra da parte dei Vescovi e comuni di Vercelli e Novara.
Le popolazioni Walser cominciarono ad arrivare nel bacino di Alagna, dove si possono ancora ammirare le loro caratteristiche case, intorno al XIII secolo da Macugnaga, e successivamente nell'Alpe d'Otro da Gressoney.
Nei primi anni del XIV sec. la vita nella valle fu assai agitata dalla presenza di Frà Dolcino e dei suoi seguaci, circa 1400, che accusati di eresia e in guerra con i Vercellesi e la Chiesa, si rifugiarono prima nella zona di Varallo e poi a Campertogno e Rassa.
Qui si dettero al saccheggio e alla razzia per il loro sostentamento, cosicchè si attirarono le ire dei Valsesiani, che stufi di questi saccheggi iniziarono a combatterli.
Inizialmente i Valsesiani ebbero la peggio e cessarono le ostilità, ma non i Campertognesi. Questi ultimi arrivarono quasi a un accordo diplomatico che sfumò a seguito alla morte del giovane diplomatico Campertognese Marco Miretti, ucciso dai dolciniani che credettero questo appuntamento una trappola. Questo fatto accese ancor di più gli animi dei Campertognesi e dei Valsesiani che ripresero i combattimenti.
Nel marzo del 1306 dopo un inverno di embargo, i Dolciniani abbandonarono la Valsesia per rifugiarsi nel Biellese sul monte Ribello attraverso il passo di Vasnera, dove nella primavera del 1307 capitalorono definitivamente.Dopo un secolo di relativa tranquillità sotto il Ducato di Milano, nei secoli XVI e XVII la valle fu teatro di guerre e minacciata da eserciti mercenari al soldo di Spagnoli, Francesi, Austriaci e Savoia. Nel XVIII sec. fu assegnata definitivamente a Casa Savoia conoscendo un periodo di pace. |
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